CRETA DI MIMOIAS – CIMA NORD-EST (2294 m) – parete nord
Via Questione di Tempo
Gianluca Barnabà, da solo e con l’aiuto di Emiliano Zorzi, Marco Colin, Massimo Olivotto, Nataša Mandič e Umberto Iavazzo, novembre 2024-settembre 2026.
Prima salita: Gianluca Barnabà, Alberto Giassi, 5 settembre 2026.
430 m • 7c+, p. A0 (obbl. 7a/b) • 9 – 11 h • S2/S3
La via, interamente attrezzata a spit-fix, inizia dalla parte più bassa della parete nord della Creta di Mimoias e arriva fino alla Cima Nord-Est. La linea cerca di seguire il percorso più logico nel settore centrale della parete, adattando la linea di salita alle possibilità incontrate di volta in volta, fra placche ripide o verticali e, nella seconda parte, tratti strapiombanti impegnativi in mezzo all’impressionante parete a striature giallo nerastre, per poi uscire sui compatti muri sommitali.
La qualità della roccia è ottima tranne in qualche breve tratto. La parte sottostante la cengia presenta difficoltà più contenute (massimo 6c+) e dal carattere più “plaisir”, mentre la parte alta è di impegno decisamente più elevato e dalla scalata esigente.
I gradi proposti devono ancora essere confermati da ulteriori ripetizioni, tanto che sono da considerare puramente indicativi; è comunque necessario avere un buon margine sul 7a che è, approssimativamente, l’obbligatorio.
Per la ripetizione si può usare una corda singola da 60 m (anche per la discesa a doppie) e 12 rinvii, anche se sono vivamente consigliate due mezze da 60 m per eventuali imprevisti nella seconda metà dal percorso, tortuosa e sopra notevoli strapiombi. In ogni caso è possibile fermarsi in cengia, sulla quale si può raggiungere senza difficoltà la pista di corde doppie, o proseguire per la più facile a attigua Il Giardino di Eolo, con la quale ci si può raccordare alle soste 5, 7 e 9.
La parte sotto la cengia spesso dopo temporali si presenta bagnata. Data la quota, l’esposizione settentrionale e considerato che molto spesso soffia vento, la via è fresca (a volte fredda!) anche nelle calde giornate estive.
link al racconto sull’apertura di Gianluca Barnabà su Rampegoni.wordpress

in trasparenza il percorso dell’attigua Il Giardino di Eolo
Accesso: Il punto di partenza è lo spiazzo di parcheggio dell’ex Casera Lavardet (1418 m), sulla strada che da Comeglians/Ovaro risale l’intera Val Pesarina verso Forcella Lavardet, ca. 1 km prima del valico (23 km da Ovaro, 42 km da Tolmezzo). Si segue la stradina forestale (segn. 203, fare attenzione dopo poche decine di metri a imboccare la strada in leggera discesa sulla dx) che conduce verso Casera Mimoias e il Rifugio De Gasperi. Dopo ca. 40 min, poco prima che la strada raggiunga il colle della casera e dove attraversa il Rio Mimoias (1588 m), si prende sulla sx (tabelle) il sent. 202 verso il Passo di Mimoias. Lo si percorre interamente con moderata salita (dopo 10 min si lascia sulla sx – scritta poco visibile – il sentiero per la cima della Creta di Mimoias e quindi, dopo 10 min, si lascia a dx la deviazione per Passo Elbel), transitando sotto lo scudo roccioso dove si svolgono le precedenti e conosciute vie sportive del Mimoias. All’ultimo tornante sotto lo spartiacque, conviene lasciare il sentiero e andare a sx per erba per raggiungere il punto più basso dell’insellatura del Passo di Mimoias da dove è finalmente visibile la parete (1.30 h dal parcheggio; il sentiero segnalato transita poco più in alto a dx); si prende verso sud-ovest una traccia che, tagliando in leggera discesa il versante erboso, conduce sotto la parete in corrispondenza del punto più basso delle rocce (ometto).
Relazione della salita: L1. Salire per la placca, piegare a destra verso un terrazzino d’erba, da dove con passo delicato si prosegue dritti. Piegare a destra fino a un muretto che si affronta direttamente con passo deciso oppure stando a sinistra degli spit. Sosta poco dopo, sotto uno strapiombetto (6b, 30 m, 9 spit). L2. Oltrepassare lo strapiombetto con passo atletico e deciso; poco sopra si piega verso sinistra fino a conchetta d’erba. Continuare in leggera diagonale verso sinistra (1 spit poco visibile), poi per una facile placca e le seguenti facili rocce fino in sosta (25 m, 6b, 8 spit). L3. Seguire una rampetta di facili roccette che taglia verso sinistra e poi prendere dritti la placca soprastante fino a una placca appoggiata che si percorre verso sinistra fino alla sosta non molto comoda (30 m, 6b+, 9 spit). L4. Dalla sosta girare a sinistra e salire poi per roccia compatta fino sotto rocce giallastre dove si devia verso sinistra, prima in discesa e poi traversando per placca grigia fino alla sosta in comune con Il giardino di Eolo. (25 m, 5c, 9 spit). L5. Seguendo la linea di spit di destra, si sale per passetto in placca e poi per fessura appoggiata in obliquo verso sinistra e con un’ultima placchetta finale e si arriva in sosta (25 m, 6a, 9 spit). L6. Salire dritti per roccette in mezzo a qualche zolla d’erba e poi per ripida placca verticale dalla quale si esce leggermente a destra per più facili rocce (25 m, 6c+, 8 spit). L7. Seguendo le rocce affioranti dall’erba e gli spit presenti si giunge alla grande cengia mediana. Si può unire al tiro precedente (30 m, 4c, 5 spit).
L8. Dalla cengia salire per placca verticale prima dritti poi verso destra e successivamente verso sinistra sotto un tettino, evitandolo, e proseguendo per roccia più appoggiata. Sosta scomoda (20 m, 6c+, 9 spit). L9. Uscire verso sinistra per leggero strapiombo e poi seguendo una linea di fessura in mezzo a placca fin sotto strapiombetto. Oltrepassarlo stando leggermente a sinistra e seguendo la fessura fin dove finisce in placca, oltre la quale si traversa tutto verso sinistra per facile placca appoggiata (30 m, 7b, 11 spit). NB: pochi metri a sinistra, c’è la sosta 10 de Il Giardino di Eolo (ultima possibilità di raccordo). L10. In obliquo verso destra per muro giallo prima verticale poi strapiombante. Con difficile tratto su placca prima strapiombante e poi leggermente verticale ci si porta alla base di un facile diedro con roccia meno solida che porta in sosta (25 m, 7c+/A0, 12 spit). L11. Proseguire dritti per il diedro e, una volta terminato, uscire sulla sinistra seguendo la placca nera strapiombante poi leggermente più dritti fino alla fine dello strapiombo, che si esce per placca grigia. Sosta scomoda con 2 spit più golfare (20 m, 7c, 9 spit). L12. Dalla sosta traversare completamente verso destra per placca, poi risalire (evitare di andare dritti verso lo spit di un tentativo) e seguire la fessura in leggera discesa fino al suo termine. Risalire un muretto e proseguire dritti per placca e per diedrino; con un ultimo passo duro si raggiunge la facile fessura che porta in sosta (30 m, 7c, 11 spit). L13. Si prosegue per la fessura diedro, di roccia non sempre buona, che si allarga e diventa più facile; dopo qualche metro deviare a sinistra, dove la roccia è un po’ più solida, e subito dopo curvare verso destra e infine dritti fino in sosta (25 m, 5a, 8 spit). L14. Uscire a sinistra seguendo il diedro e dopo pochi metri salire il muretto verticale che poi appoggia. Obliquare leggermente verso sinistra per rocce meno solide e poi puntare al diedro-fessura che prosegue verso sinistra. Alla fine del diedro fessura, su placca appoggiata, traversare a sinistra. Sosta comoda dentro una conchetta d’erba ma non visibile dall’ultimo spit (30 m, 6c, 10 spit). L15. Salire dritti per parete articolata quasi verticale (roccia in qualche passo da verificare) fino dove appoggia e cambia inclinazione. Da lì seguire dritti seguendo gli spit che passano tra due massi. Sosta subito dietro al masso più grande (30 m, 6a+, 10 spit). L16. Dalla sosta aggirare il masso a destra o sinistra e proseguire per roccette ed erba dritti fino al primo spit e poi deviare in obliquo a sinistra per un canalino leggermente più ripido. Usciti dal canalino, la sosta si trova proseguendo leggermente a sinistra su un enorme masso vicinino a un grottino; sosta con 2 spit e cordone rosso (30 m, III, 3 spit). Uscita. Dalla sosta finale, senza difficoltà alcuna, salendo verso sx per rampetta erbosa, si giunge sulla bucolica cresta erbosa e rocciosa sommitale. Pochi metri a sinistra si trova la sosta finale (2 spit con anello) de Il Giardino di Eolo, eventuale inizio della pista di discesa a doppie.
Discesa: Dall’uscita della via sono possibili due soluzioni.
- Seguire la cresta senza particolari difficoltà (solo qualche breve tratto un po’ esposto) verso est raggiungendo in 5 minuti la Cima Est (croce e libro di vetta), da dove si scende per il sentiero “normale” (traccia sempre evidente) fino a ricongiungersi con l’avvicinamento poco sopra il bivio di Casera Mimoias (1 h dalla cima).
- Scendere a corde doppie per la pista già predisposta sul limite est della parete, utilizzabile anche per la via Il giardino di Eolo (vedi), con 12 corde doppie da max 30 m, eventualmente unificabili. 1h30 in totale fino alla base della parete. Soluzione utile se si è lasciato materiale all’attacco.
NB: Tenere conto che, a causa del terreno e dell’andamento della via, una volta oltrepassato lo strapiombo del tiro 10 non è più possibile scendere a doppie lungo il percorso di salita. Dalla sosta 10 con doppia da 60 m nel vuoto si raggiunge una sosta della via Il giardino di Eolo, dalla quale con altra doppia da 20 m si è alla cengia mediana.
Sulla cengia mediana, camminando verso est (sx) senza difficoltà per ca. 100 m si raggiunge la pista di discesa a doppie e con 4 doppie da 30 m si raggiunge il dosso erboso poco sopra il Passo di Mimoias.



















